Saggi di filosofia dantesca


PREZZO : EUR 30,00€
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COLLANA/SERIE : , 4
DISPONIBILITA': Esaurito


TITOLO/DENOMINAZIONE:
Saggi di filosofia dantesca

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COLLANA/SERIE:
, 4

ANNO:
1967

DISPONIBILITA':
Esaurito

CARATTERISTICHE TECNICHE:
XII-404 pagine
Brossura
cm 13,5 x 21,5 x 2,3
gr 520

NOTE:
Seconda edizione accresciuta (prima edizione: 1930)

DESCRIZIONE:

Sommario:
pag. VII Avvertenza
XI Premessa alla seconda edizione
3 I. La dottrina delle macchie lunari nel secondo canto del «Paradiso»
3 1. Il problema delle macchie lunari
4 2. vv. 49-59: L'opinione averroistica. Dottrina aristotelica intorno alla natura dei corpi celesti; Avicenna, Māshā 'Allāh, Averroè
9 3. vv. 67-72: Primo argomento di Beatrice contro la teoria averroistica. Opinioni in proposito di Roberto Grossatesta, dell'anonimo autore della "Summa Philosophiae", di San Bonaventura, di Pietro da Tarantasia, di Alberto Magno e di San Tommaso. Dante non abbandona in senso assoluto la dottrina del "raro" e "denso"
13 4. vv.73-105: Secondo argomento contro la tesi averroistica
14 5. vv. 106-124:, Dottrine assunte per giustificare la nuova soluzione del problema. 1ᵃ: Derivazione del molteplice dall'uno e teoria filosofica dell'influsso degli astri. Aristotele, i neo-platonici, Avicenna, il "Liber de causis". Che cosa gli Scolastici accettano o respingono del pensiero greco-arabico
20 6. Il primo cielo mobile secondo Dante, la "Summa philosophiae", Alberto Magno, Avenalpetras o Alpetragio. Imprecisione di una espressione dantesca. I cieli seguenti secondo Dante e l'autore della "Summa philosophiae". Un luogo di Alberto Magno
25 7. vv. 124-144: 2ᵃ dottrina assunta per giustificare la nuova teorica delle macchie lunari: il cielo come organo dell'intelligenza che l'avviva. Aristotele, Alessandro d'Afrodisia, Avicenna, Averroè, Alberto Magno, San Bonaventura, Pietro da Tarantasia, proposizione condannata dal vescovo di Parigi, San Tommaso, Teodorico di Vriberg, Egidio Romano
32 8. Il pensiero di Dante; un'altra proposizione condannata a Parigi
33 9. vv. 145-148: Conclusione del discorso di Beatrice
34 10. La nuova opinione difesa da Dante è quella di Giamblico riferita da Simplicio. La dottrina delle intelligenze celesti non è un innesto, ma il fondamento della dimostrazione
38 11. Carattere generale della dottrina dantesca
40 II. Dante e Pietro d'Abano
40 1. Carattere e scopo di questa ricerca
42 2. Riassunto della dottrina dantesca sulla derivazione delle cose da Dio
46 3. Le cause indetermediarie tra Dio e il mondo inferiore, secondo Pietro d'Abano. Le cose contingenti
49 4. La fortuna. La maggiore o minore nobiltà delle anime
52 5. Influenze celesti sugli avvenimenti della storia umana. Sul Cristo
55 6. Il sogno divinatorio
59 7. Le macchie lunari
61 8. Punti di dissenso tra Pietro e Dante
63 III. Raffronti fra alcuni luoghi di Alberto Magno e di Dante
73 IV. «La novità del suono e 'l grande lume»
73 1. L'armonia delle sfere secondo Simplicio e Dante
78 2. "Il ciel sempre lucente e chiaro"
81 V. Le citazioni dantesche del «Liber de causis»
110 VI. L'arco della vita (Nota illustrativa al «Convivio»)
110 1. I movimenti zodiacali e la dottrina aristotelica della generazione e corruzione. Come Dante ha frainteso Aristotele
114 2. Perché l'arco della vita non è sempre uguale all'arco celeste. La complessione seminale
119 3. Il punto sommo dell'arco della vita nei perfettamente naturati. Cristo
123 4. Le quattro età secondo Galeno, Avicenna, Alberto Magno, Pietro d'Abano e Dante. [La citazione delle "Meteore" d'Alberto]
126 5. La durata dell'adolescenza, della gioventú, della vecchiezza e del senio
130 6. Difficoltà di accordare la partizione di Galeno e d'Avicenna con quella d'Aristotele. Espedienti danteschi
139 VII. Dante e Alpetragio
139 1. Alpetragio esiste! Chi era costui?
143 2. Le tre principali teorie astronomiche dei Greci, dopo Platone. Alpetragio avversario di Tolomeo
149 3. I precursori di Alpetragio. La sostanza del pensiero astronomico-filosofico di lui, con speciale riferimento a Dante. La nona sfera. Il principio neoplatonico, che "di necessitade vuole uno primo mobile semplicissimo". Il moto del cielo stellato e delle sfere planetarie, secondo Alpetragio e secondo Dante
158 4. Il concetto filosofico della derivazione del molteplice dall'uno, in Alpetragio e in Dante
161 5. Il moto circolare degli elementi, e il significato della citazione di Alpetragio nel "Convivio"
167 VIII. La dottrina dell'Empireo nella sua genesi storica e nel pensiero dantesco
167 1. Il concetto aristotelico di "luogo" come "terminus continentis immobilis". Conseguenza: l'universo, preso nella sua totalità, non è in alcun luogo. Problema: In che modo l'ultima sfera può muoversi di moto locale, se essa non è circondata da una superficie immobile? Oscura risposta di Aristotele. Il pensiero dei commentatori greci, arabi e latini. L'Empireo come cielo immobile che circonda le sfere mobili
175 2. Origine della dottrina dell'Empireo. L'antichissimo mito del fuoco originario. Vesta e l'Olimpo. Il πλήρωμα degli gnostici. La "luce sopramondana" degli "Oracoli Caldei", corpo semplicissimo e immateriale, è considerata da Proclo τόπος e τύπος del mondo materiale. Continuità fra il mondo sensibile e il mondo intelligibile, nel pensiero di Plotino e di Proclo. L'anima del mondo e il suo ὄρχημα
182 3. Conoscenze cosmogoniche dei Padri della Chiesa. Il "mondo invisibile" di San Basilio. Il "mondo empireo" di Marciano Capella. Isidoro di Siviglia. Con Valfredo Strabo il "cielo empireo" è introdotto definitivamente nella teologia cristiana del Medio Evo. Il "trono di Dio" nella leggenda musulmana del "Mirach" e nella dottrina di Ibn Masarra e di Ibn 'Arabī
190 4. Influenza del pensiero arabico sugli Scolastici del secolo XIII. Gherardo da Cremona, Roberto Grossatesta e Giovanni di Sacrobosco. Michele Scoto e la sua dottrina dell'Empireo; le basi neoplatoniche. L'Empireo come "luogo naturale" dell'universo: Ruggero Bacone, maestro Campano da Novara, la "Summa Philosophiae" attribuita a Roberto Grossatesta. L'influenza dell'Empireo. Alberto Magno e Tommaso d'Aquino. L'Empireo come "lux pura": San Bonaventura e la metafisica della luce
204 5. La dottrina dell'Empireo nel "Convivio"; nella "Commedia"; nell'"Epistola a Cangrande". L'Empireo, per Dante, è pura luce intellettuale; primo luogo dell'universo sensibile, essa è un riverbero della mente divina. Influenza dell'Empireo. L'Empireo, in Dante, coincide coll'anima del mondo dei neoplatonici, ed è anello di congiunzione fra Dio e il mondo sensibile
215 IX. Il concetto dell'Impero nello svolgimento del pensiero dantesco
215 1. La naturalità dello Stato nel pensiero della Patristica e della Scolastica. Il concetto di "natura pura" e di "natura corrupta". Il "regimen temporale" in tutta la sua estensione è, secondo Dante, un rimedio "contra infirmitatem peccati"
229 2. Il fine dell'"humana civilitas" e quello dell'individuo. Accusa del p. Vernani. La dottrina dell'"intellectus possibilis" secondo Averroè e secondo Dante. [Giovanni di Jandun]. In qual modo il naturale bisogno di vivere in società porti l'uomo, dopo il peccato, a fondare lo Stato
244 3. Superamento del concetto d'autarchia della "civitas" aristotelica per mezzo dell'idea imperiale romana. L'autarchia dell'Impero di fronte alla Chiesa. San Tommaso e Dante. Come la "Monarchia" segni un profondo distacco dal pensiero politico e teologico del Medio Evo
255 4. Lo svolgimento del pensiero politico e filosofico di Dante. Opinione del Parodi sulla data della composizione della "Monarchia". Critica di essa. Evoluzione del fantasma poetico e del simbolo filosofico di Virgilio. Il problema della "Monarchia" posto dagli avvenimenti del 1300. La lettera di Bonifacio VIII all'inquisitore di Firenze e l'"aspro processo" contro Lapo Saltarelli. Il "Convivio" e la "Monarchia". La "Commedia"
276 X. Tre pretese fasi del pensiero politico di Dante
276 1. Le tre fasi del pensiero politico di Dante secondo Fr. Ercole
279 2. Il silenzio del "Convivio" sui rapporti tra Chiesa e Impero. Il fondamento radicale dell'Impero. Speciale nascimento e processo di esso. Limiti della giurisdizione imperiale
284 3. Chiesa e Impero nell'"Inferno". Il Veltro e la Lupa. La donazione di Costantino e la prostituta dell'Apocalisse
289 4. Il canto VI del "Purgatorio". I due soli. La cagione che il mondo ha fatto reo
294 5. La composizione della "Monarchia" secondo l'Ercole
297 6. La "Monarchia" è posteriore al VI trattato del "Convivio" e anteriore alla "Commedia"
302 7. Misticismo del "Convivio" e tendenza razionalistica della "Monarchia". Ragione e fede nella "Commedia"
311 XI. Il mito dell'Eden
311 1. Sito del Purgatorio secondo i teologi e le leggende medievali. La spada fiammeggiante del Cherubino all'entrata dell'Eden, allegorizzata in vario modo, si trasforma, con Sant'Ambrogio e Ruperto di Deutz, nel fuoco espiatorio
318 2. Dottrine medievali intorno al sito del Paradiso terrestre. La "Genesi" secondo la tradizione dei Padri greci e la Volgata di San Girolamo. Beda; la Glossa ordinaria; San Tommaso; Rabano Mauro; Alessandro di Hales. Come Dante fu indotto a porre la montagna del Paradiso agli antipodi di Gesusalemme. L'opinione dell'inabitabilità della zona torrida
324 3. Altitudine della montagna del Paradiso. San Giovanni Damasceno; la Glossa e lo pseudo-Beda; una testimonianza di Alberto Magno; i teologi del secolo XII. Guglielmo d'Alvernia e la fìsica aristotelica. Mitigazioni della dottrina dello pseudo-Beda: Pietro da Tarantasia. La dottrina di Tommaso rigettata da Dante
329 4. Il mito dantesco comparato colle leggende islamiche da M. Asín Palacios. Critica di alcune affermazioni di lui. Carattere delle somiglianze asserite dall'Asín, e origine di esse
336 5. Importanti osservazioni dell'abate G. Ricciotti sull'ubicazione dell'Eden biblico
341 XII. Il tomismo di Dante e il p. Busnelli S.J.
381 Indice dei nomi e degli autori citati


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