L'invenzione delle crociate


PREZZO : EUR 17,00€
CODICE: ISBN 8806152742 EAN 9788806152741
AUTORE/CURATORE/ARTISTA :
Autore: Traduzione di:
EDITORE/PRODUTTORE :
COLLANA/SERIE : , 42
DISPONIBILITA': Esaurito


TITOLO/DENOMINAZIONE:
L'invenzione delle crociate

PREZZO : EUR 17,00€

CODICE :
ISBN 8806152742
EAN 9788806152741

AUTORE/CURATORE/ARTISTA :
Autore: Traduzione di:

EDITORE/PRODUTTORE:


COLLANA/SERIE:
, 42

ANNO:
2000

DISPONIBILITA':
Esaurito

CARATTERISTICHE TECNICHE:
X-222 pagine
Brossura
cm 11,5 x 19,5 x 1,5
gr 210

NOTE:
Titolo originale: Invention of the Crusades

DESCRIZIONE:

Commento dell'editore:
Il medievista Christopher Tyerman indaga i modi in cui si è formata l'idea delle Crociate che è stata tramandata di secolo in secolo fino a noi, dimostrandone il carattere di pura invenzione e restituendo il punto di vista dei contemporanei su un tema che, finalmente, viene strappato al mito e restituito alla storia.  
La sorprendente esplosione di fervore religioso e di fiducia nelle soluzioni militari che portò alle spedizioni cristiane in Terra Santa nel corso del XII secolo è entrata a far parte della mitologia europea, al punto che è diventato impossibile guardare a quegli eventi con gli occhi di coloro che li vissero. Protagonisti quali Federico Barbarossa, Riccardo Cuor di Leone o il Saladino ed episodi leggendari quali la presa della Croce o le prediche di san Bernardo hanno dato della prima, della seconda e della terza crociata un'immagine vivida e reale, ma senza dubbio distorta. E dunque, cosa furono veramente le crociate? Le ultime, dalla quarta in poi, generalmente catturano meno l'attenzione a causa della loro diversità dalle prime tre e dei loro insuccessi. In questa trattazione radicalmente nuova, Christopher Tyerman si interroga sulla vera natura dell'immagine che abbiamo delle crociate, dimostrando come gli storici che scrissero dopo la prima spedizione in Terra Santa abbiano retrospettivamente inventato l'idea di crociata e come gli studiosi successivi, ricorrendo a queste fonti, abbiano spesso spiegato in modo propagandistico e fazioso eventi che i contemporanei interpretavano ben diversamente.
"L'invenzione delle crociate" non solo offre una nuova e stimolante prospettiva su un argomento indubbiamente popolare, ma getta anche luce sui modi, complessi e affascinanti, in cui la storia viene scritta.

Quarta di copertina:
Ci sono libri che sono affascinanti ed utilissimi perché negano l'oggetto a cui sono dedicati e perché ci liberano dall'ignoranza in cui ci adagiamo: quello di Tyerman, tra questi libri, è uno dei più riusciti. Le crociate non sono una realtà di cui il Medioevo abbia avuto coscienza chiara ed unitaria, bensì l'autorappresentazione delle diverse società che ne hanno rivisitato il ricordo. La prima spedizione del 1095, voluta da Papa Urbano II, era pensata come un evento unico ed irripetibile già per gli uomini del secolo XII. Seguirono frammentarie attività religiose e civili, prive di coerenza ideologica, che l'impegno "inventivo" del tardo Medioevo e dell'età moderna ha trasformato in "idea di cociata" e in "movimento crociato". Le cosiddette crociate non furono una svolta: perché la guerra contro i pagani era un "onere consueto" già per i cristiani altomedievali, e perché nei secoli successivi nessuno pensava di inserirsi in una attività coerente.
L'invenzione delle crociate non dipende solo dagli storici: Tyerman dimostra che quel movimento complesso è stato - negli stessi anni in cui si manifestava - interpretato e manipolato dagli apologeti, dai critici e dai protagonisti, fino a quando, durante il papato di Innocenzo III (1198 - 1216), si "creò" un'ideologia crociata che rispondeva a problemi di controllo della cristianità e che trovò poi definizione uniforme solo a partire dal secolo XV. L'intreccio tardo tra crociate e pellegrinaggio (con immunità, esenzioni, privilegi), la predicazione (più rituale che spontanea), l'impegno dei propagandisti di corte, condussero all'uso del simbolo della croce più per la politica generale della Chiesa nel quadro degli stati europei che per la paura degli Ottomani.
Tyerman ci accompagna infine nelle più recenti letture ideologiche delle crociate, animate da "imbecillità e falso zelo" secondo Diderot, considerate con freddezza da un ammiratore della cavalleria come Walter Scott, rivalutate da tradizioni nazionaliste e militariste in Germania e in Spagna, giudicate un "lungo atto di intolleranza" da Runciman: in positivo o in negativo, l'invenzione delle crociate, cominciata nel 1095, non ha ancora avuto fine.
Giuseppe Sergi

Indice:
pag. VII Prefazione
IX Elenco delle abbrevazioni
3 Introduzione
13 I. Ci furono veramente crociate nel XII secolo?
52 II. Definizione e diffusione
60 1. Innocenzo III
62 2. L'eredità di Innocenzo III
69 3. La leadership papale
82 4. Linguaggio
93 5. Legge secolare e crociati
103 6. Predicazione
123 7. La crociata e le donne
126 8. La croce
138 9. Crociata e riforma
145 10. Critica e declino
162 III. Proteo scatenato: la storiografia delle crociate
164 1. Il XVI secolo: tra continuità e innovazioni
178 2. Lo sviluppo della visione moderna
191 3. L'età moderna
203 Bibliografia
211 Indice analitico.


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