Inni naturali

Testo a fronte

PREZZO : EUR 33,50€
CODICE: ISBN 8871661966 EAN 9788871661964
AUTORE/CURATORE/ARTISTA :
Autore: A cura di:
EDITORE/PRODUTTORE :
COLLANA/SERIE : , 20
DISPONIBILITA': Disponibile


TITOLO/DENOMINAZIONE:
Inni naturali
Testo a fronte
PREZZO : EUR 33,50€

CODICE :
ISBN 8871661966
EAN 9788871661964

AUTORE/CURATORE/ARTISTA :
Autore: A cura di:

EDITORE/PRODUTTORE:


COLLANA/SERIE:
, 20

ANNO:
1995

DISPONIBILITA':
Disponibile

CARATTERISTICHE TECNICHE:
280 pagine
6 ill. b/n
Brossura

NOTE:
Testo a fronte

DESCRIZIONE:

Quarta di copertina:
Gli Inni naturali di Michele Marullo, il fiero e dotto poeta e soldato di ventura di origine greca, vissuto in Italia fin da ragazzo nel clima del pieno Rinascimento quattrocentesco, non sono inni alla natura: sono inni a una divinità polivalente e onnipresente che si manifesta e si nasconde, come il dio orfico e come il dio di Aby Warburg, nei particolari: nelle opere della natura e negli dèi pagani, segnali di un mondo mitico e perduto; doppiamente perduto per il poeta esule, costretto a tessere le sue trame immaginifico-filosofiche in un idioma diverso da quello materno: un latino a cui la lingua 'pelasga' fornisce motivi letterari, prestiti semantici e i ritmi concitati dell'innografia orfica, che si adeguano, forse anche con intellettualistica deliberazione, a quel concetto di 'furore poetico' che Marsilio Ficino e Giovanni Pico della Mirandola andavano esplicitamente riproponendo dalle pagine dello Ione platonico.
La patria perduta, identificabile in profondità col mito e con la terra di origine, è, nel primo grado della lettura, un Iperuranio canonicamente platonico, che l'anima potrà raggiungere dopo essersi liberata dal tetro carcere del corpo. Ma il platonismo degli Inni appare (per fortuna della poesia, densa di intrecci di speranza e sconsolazione) molto inquinato: Lucrezio, il poeta più amato da Marullo, è strategicamente pronto a offrire immagini cariche di primavera e di fatalità, di flusso atomico e di ideologia, nei passi nodali dello svolgimento poetico. L'ultimo degli inni dedicati a Dio, dèi, corpi celesti ed elementi, è per la terra, una gran madre che accoglie facilmente tutti i morti nel suo grembo, poco curandosi dell'arduo destino iperuranico delle loro anime.


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