D'amor cantando. Ballate e madrigali del Trecento - CD


PREZZO : EUR 60,00€
CODICE: 709861020331
AUTORE/CURATORE/ARTISTA :
Artisti: , , , , , , , , , , , , , , ,
EDITORE/PRODUTTORE :
COLLANA/SERIE : -
DISPONIBILITA': Esaurito


TITOLO/DENOMINAZIONE:
D'amor cantando. Ballate e madrigali del Trecento - CD

PREZZO : EUR 60,00€

CODICE :
709861020331

AUTORE/CURATORE/ARTISTA :
Artisti: , , , , , , , , , , , , , , ,

EDITORE/PRODUTTORE:


COLLANA/SERIE:



ANNO:
2000

DISPONIBILITA':
Esaurito

CARATTERISTICHE TECNICHE:
Supporto: CD Audio
Total time: 64'25
cm 14 x 12,5 x 1
gr 115

DESCRIZIONE:

Commento dell'editore:
Le musiche di questo disco provengono dal più antico documento di Ars Nova Italiana a noi noto: il Codice Vaticano Rossi 215 e il suo frammento Greggiati di Ostiglia. Questo codice, composto come probabile raccolta antologica ad uso privato prima del 1370 (forse 1335-45), conserva insieme al suo frammento 37 composizioni. Anche se alcune musiche sono andate perdute, rimane un eccezionale documento sugli inizi della musica profana italiana. Il manoscritto è anche la prima testimonianza della nascita del madrigale, sperimentato nei versi e nella polifonia a due parti, e della ballata monodica legata ancora alla tradizione orale. Questa tendenza compositiva sarà poi progressivamente rovesciata dai musicisti fiorentini che, nella seconda parte del XIV secolo, polifonizzarono la ballata e abbandonarono l'uso del madrigale. Il Codice rossiano nacque in area veneta, il cui centro artistico fu la corte scaligera di Verona: un ambiente certamente colto (ma non così alto come quello fiorentino), sempre a contatto con i più svariati stimoli artistici e la freschezza dello spirito popolare. Gli Scaligeri di Verona, a cominciare da Cangrande (1311-1329), pur se uomini d'arme e di commercio, diedero grande impulso all'attività e alla vita culturale della città. Sotto la loro Signoria, Verona, già fiorente economicamente, divenne una città-stato temuta sia dal Papa che dall'lmperatore. Grazie ad Alberto Della Scala (1329-52), Verona e la sua corte brillarono per le grandi feste, i balli e ogni sfarzo di ricchezza. Lì passarono Dante, Petrarca, Fazio degli Uberti, i musicisti Piero, Giovanni da Cascia, Jacopo da Bologna, impegnati in gare poetico-musicali note per grandi ricompense e doni. Da ricordare la presenza della vicina Università di Padova (e quella di Verona dal 1339), fertile terreno di illustre produzione intellettuale, da cui uscirono quei teorici-trattatisti trecenteschi come Marchetto, Prosdocimus, Antonio da Tempo, e non ultimo il veronese Gidino da Sommacampagna funzionario della corte scaligera e autore del Tractato de li rithmi volgari sulla poesia per musica. Il Veneto fu il più importante centro italiano per la raccolta dei testi e la produzione di manoscritti della lirica trovadorica del Xlll secolo. Il cronista F.Villari ci dice che alla corte scaligera erano presenti sia musici (compositori colti) che histriones (musicisti giullari) ugualmente apprezzati sia nell'esecuzione a memoria, sia nell'intonazione rapsodica che nella composizione scritta. Secondo Pirrotta furono questi artisti rapsodi, che intonavano le liriche improvvisando su modelli precostituiti, ad essere gli anonimi compositori delle musiche del codice Rossi; gli stessi musicisti rapsodi criticati, come "magistroli" e "cantori che gridavano forte", da Jacopo da Bologna nel suo madrigale Oselletto selvaggio.
Le Musiche
I madrigali contenuti nel codice Rossi (30 su 37 composizioni) sono tutti a due voci e ci testimoniano una grande ricchezza di forme metriche e compositive. Nel '300 il madrigale era sempre polifonico e aveva una parte ben differenziata dalle strofe, detta ritornello; sembra che derivasse dal canto dei pastori (la parola "mandriales", da cui "madrigale" secondo Antonio da Tempo, deriverebbe da mandria) e non trattava quasi mai temi raffinati. La ballata trecentesca aveva come tema sempre l'amore, come le cinque contenute nel codice. Tre di queste sono minime (con un ritornello di un solo verso) e si potevano sia cantare che ballare; le altre due sono del tipo minore e mezzana, con una linea melodica più estesa e raffinata, adatta probabilmente solo al canto. Queste ultime, Non formò Cristi e Lucente stella, forse sono attribuibili al compositore fiorentino Giovanni da Cascia, abituale frequentatore delle corti del nord-ltalia, "che compose molti suoni e ballate con dolci e raffinate melodie fatte con grande perizia e maestria (G.Villani). Un'altra ballata, E vatène segnor mio, proveniente dal codice Reina, di origine veneta, è stata da noi inclusa per documentare un diverso tipo di composizione, quello della siciliana, dove le due voci si interrompono più volte spezzando e ripetendo il testo con effetti di maggiore forza espressiva.
I Testi
Forte è la presenza di termini dialettali veneti in queste liriche tendenti al popolare per brevità, spirito e argomento. È presente anche la descrizione dei luoghi (i colli Euganei in Piançe la bella iguana e le saline del Po in Su la rivera) che delimitano l'ambiente culturale in cui queste composizioni nascono e a cui si riferiscono; un'area geografica compresa fra le città di Verona e Padova, il nord del delta del Po ed il lago di Garda. Importante è il riferimento alla Francia sia nell'uso di alcuni versi in provenzale, sia nel simulare lo stile francese di canto (in Amor mi fa cantar alla Francesca - alla francese). Nei testi delle ballate c'è un forte richiamo alla letteratura francese nell'uso del senhal, un artificio dei trovatori per nascondere il nome della donna nei versi della poesia: Francesca in Amor mi fa cantar a la Francesca, Giovanna in Che ti ÇOVA NAscondere, Stella in Lucente STELLA, Cristina in Non formò CRISTI NATO.
Interpretazione
La nostra interpretazione del Codice Rossi consiste in una diversificazione dell'uso della voce e degli strumenti sulla base di una ipotesi funzionale del repertorio stesso. Alcune ballate, come Amor mi fa cantar e Per tropo fede, individuate come canzoni a ballo, sono eseguite con l'accompagnamento del tamburello, così come raffigurato in moltissime testimonianze iconografiche del nostro trecento. Il madrigale Su la rivera è cantato sulla zampogna, come riportato da Antonio da Tempo che nel suo famoso trattato individua il madrigale come composizione nata in ambiente pastorale, eseguita con "voci grosse sulle pive ovvero otricelli". Si canta, nelle ballate maggiori, con uno stile più legato e con maggior spazio per l'ornamentazione, oppure con un accento ritmico per un canto più forte e sostenuto pensando alla esecuzione per la danza; o, ancora, in uno stile più ecclesiastico, dispiegando una voce più agile e melismatica, quasi organale, su le lunghe note di tenor in alcuni madrigali. Alla corte Scaligera oltre a cantare si ballava al suono di ogni sorta di strumento. Ma, non essendo conservata nessuna musica strumentale di danza, genere sicuramente considerato inferiore e delegato spesso all'improvvisazione, abbiamo fatto derivare tale musica strumentale da alcune composizioni vocali del Codice Rossi, che ci sembravano più idonee per il loro aspetto ritmico ed improvvisativo. Il ritmo di danza viene evidenziato dall'uso del tamburello, antichissimo strumento a percussione che in Italia, dal '300 fino ad oggi, ha espresso e conservato una grande varietà di forme e di tecniche esecutive: suonato soprattutto da mani femminili, lo strumento era raffigurato nei più diversi contesti sociali, nell'esecuzione musicale all'aperto, per la danza, nell'iconografia anche sacra.

Soucieux de restituer les accents populaires du codex Rossi, l'ensemble Micrologus s'appuie sur les témoignages iconographiques du haut Moyen-âge. La voix de Patrizia Bovi tantôt dessine avec le luth et la harpe de vertigineux mélismes, tantôt s'élance vigoureusement en accompagnement du tambourin ou de la cornemuse.

Micrologus has been particularly attentive to performing these pieces from the Rossi codex with the closest possible authenticity. To achieve this they have relied on iconographical evidence from the period, sometimes singing in a style close to that developed in ecclesiastical chant, with elavorate melismatic decoration, and at other times accompanying themselves on the tambourin or the bagpipes.

Tracks:
01 Vaguza Vaga 8'58
02 E vatène segnor mio 4'52
03 Per tropo fede 9'28
04 Bella granata 8'50
05 Piançe la bella Iguana 12'53
06 La desiosa brama 3'23
07 Che ti çova nasconder 3'07
08 Abraçami, cor mio 2'38
09 Lucente stella 6'05
10 Lavàndose le mane 3'41
11 Piançe la bella Iguana 2'06
12 Che ti çova nasconder 2'54
13 Canta lo gallo 5'47
14 Su la rivera 4'55
15 Amor mi fa cantar a la Francesca 2'32
16 Non formò Cristi 5'11


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