Geta e Birria, novella

PREZZO : EUR 15,00€
CODICE: ISBN 8827191690 EAN 9788827191699
AUTORE/CURATORE/ARTISTA :

EDITORE/PRODUTTORE :
COLLANA/SERIE : , 169 - Collana a cura della Commissione per i Testi di Lingua di Bologna
DISPONIBILITA': Disponibile


TITOLO/DENOMINAZIONE:
Geta e Birria, novella

PREZZO : EUR 15,00€

CODICE :
ISBN 8827191690
EAN 9788827191699

AUTORE/CURATORE/ARTISTA :


EDITORE/PRODUTTORE:


COLLANA/SERIE:
, 169
Collana a cura della Commissione per i Testi di Lingua di Bologna

ANNO:
1969

DISPONIBILITA':
Disponibile

CARATTERISTICHE TECNICHE:
124 pagine
Rilegato in tela
In-16
gr 120

NOTE:
Ristampa anastatica dell'edizione originale (1861-1869)

DESCRIZIONE:

Il "Geta e Birria" dipende da una commedia elegiaca del XII secolo, "Geta", di Vitale di Blois. L'ispirazione dell'opera di Vitale è l'"Amphitruo" di Plauto.
Giove, approfittando dell'assenza di Anfitrione che studia ad Atene, prende le sue sembianze per introdursi in casa e sedurre Alcmena. Lo segue Archas-Mercurio, trasformato in Geta, servo di Anfitrione. Alcmena fa abbellire la casa e manda al porto il pigro servo Birria per assicurarsi della verità della notizia, mentre Giove e Arcas si presentano al palazzo di Alcmena. Lungo il cammino Birria vede Geta mandato innanzi da Anfitrione, con un carico di libri. Per evitare di portare anche quel bagaglio, Birria si nasconde in una grotta pensando di non essere stato visto da Geta. Ma il servo l'ha visto e si ferma proprio davanti alla grotta monologando sulle cognizioni filosofiche apprese ad Atene. Ad un certo punto, fingendo di aver visto un coniglio, comincia a tirare sassi verso Birria, che è costretto ad uscire dal nascondiglio e prendere i bagagli. Geta continua il suo cammino ed arriva alla porta del palazzo, ma qui la porta è sbarrata. Da dentro Archas gli proibisce di entrare e gli ordina di andarsene. Geta rimane impressionato dalla somiglianza della voce e si chiede se un altro oltre lui possa essere Geta. Così dopo aver fatto altre domande riguardanti il suo aspetto fisico e morale conclude "quisquis is est, Geta est, sumque ego talis". Ritorna al porto e racconta l'accaduto ad Anfitrione, il quale però pensa ad un tradimento e si arma. Anfitrione, Geta e Birria entrano armati nel palazzo, Alcmena riesce a calmare il marito ricorrendo all'espediente del sogno e su una battuta di Birria si conclude l'opera.
Il "Geta e Birria" è uno dei primi esempi di satira contro la cultura tradizionalista, ed ebbe, come il suo predecessore, immensa fortuna.


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